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Glossario del Vino
VINO ITALIANO E PRODOTTI TIPICI
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Alcuni termini noti ...e non

Colore

Per ciò che riguarda il colore non dovrebbero esserci molti problemi. Basta osservare con attenzione il vino su di uno sfondo possibilmente bianco e con una buona luce. Va da se' che la classificazione presentata in tabella non è tassativa ! Un vino potrà benissimo essere rosso rubino ma con accentuati riflessi granati o rosso granato con riflessi aranciati...

Limpidezza

Riguardo alla limpidezza, è importante non confonderla con la trasparenza. Un vino si dice limpido quando non presenta particelle in sospensione. L'aggettivo brillante si utilizza quasi esclusivamente per gli spumanti ed i vini frizzanti bianchi nei quali un'elevata limpidezza combinata con il riflesso delle bollicine genera appunto l'effetto brillante.

Fluidità

Un vino è fluido quando è assolutamente inconsistente. La consistenza si misura ruotando circolarmente il bicchiere in modo da far ruotare anche il liquido, più il vino farà resistenza al moto rotatorio, più esso sarà consistente. Altro modo per valutare la consistenza è, dopo l'operazione di "rotazione" del vino, osservare gli "archetti" che esso lascia sui bordi del bicchiere...più essi sono ampi e più scendono con grosse gocce (di glicerina in gran parte), più il vino sarà consistente e, presumibilmente, morbido e/o alcolico.

Effervescenza

Ovviamente viene considerata solo per i vini frizzanti. Si valuta anzitutto la "grana" delle bollicine che, a seconda della dimensione, vanno da grossolane a fini, il "numero" delle bollicine che va da scarse a numerose ed in fine, la persistenza di esse, valutata anche dopo qualche tempo da che il vino sia stato versato nel bicchiere. Alcuni grandi champagne, anche grazie al fatto che essi lievitano in bottiglia sotto 6 atm anziché a 3 come la maggior parte degli spumanti, conservano un favoloso perlage anche dopo parecchi minuti da che siano stati versati nel calice.

Intensità

Per ciò che riguarda l'esame olfattivo, essa è valutata secondo l'impatto diretto che il profumo da al naso alla prima "annusata" (perdonate il termine !). Esso può andare da carente a molto intenso. Riguardo invece alla degustazione, ci si riferisce all'intensità di gusto al primo impatto col palato.

Persistenza

Riguardo alla persistenza, essa varia a seconda che si riferisca all'esame olfattivo o all'esame gustativo. Rispetto all'esame olfattivo, la persistenza descrive il variare dei profumi e delle sensazioni che il vino analizzato emana anche dopo ripetuti tentativi. Questa operazione si effettua tecnicamente, avvicinando ed annusando il vino ed allontanando poi il bicchiere e ripetendo questa operazione più volte. Un vino che presenti sempre lo stesso identico profumo potrà dirsi franco o, ove le sensazioni percepite siano davvero poche, potrà definirsi carente o poco persistente. Per ciò che riguarda invece l'esame gustativo, la persistenza si valuta in secondi facendo riferimento al concetto di p.a.i. (persistenza aromatica intensa) ovvero a quanto il sapore di un vino al suo impatto col palato permane identico in bocca anche dopo che si è deglutito. Come detto, la persistenza si valuta in secondi e va da sé che, più la sensazione del vino al palato sarà prolungata ed intensa, più il sapore potrà dirsi persistente.

Qualità

Si riferisce al livello qualitativo del vino. Per i vini di un livello discreto è quasi sempre fine, può scendere sull'abbastanza fine e si colloca sul comune per i vini più modesti.

Descrizione

Fa parte dell'esame gustativo. Essa serve per descrivere il vino in base ai gusti percepiti. Un sentore l'abbiamo già descritto..."franco", si dice di un vino che emana un preciso singolo profumo o che ha un tipico e preciso gusto. Diversi sono gli aggettivi utilizzati (vedi scheda).

Zuccheri

Indicano la quantità di zuccheri presente in un vino. Più ve ne sono, più si andrà verso un vino dolce, passando da secco ad abboccato ad amabile, sino a giungere a stucchevole per descrivere un dolce che da quasi fastidio per la sua intensità.

Alcooli

Gli alcooli determino quanto un vino sia caldo, il suo contenuto alcolico. I vini tra gli 11.5 ed i 12.5 - 13 gradi si possono far rientrare negli abbastanza caldi, oltre si avranno vini caldi o addirittura alcoolici (vini liquorosi ecc.).

Polialcooli

I polialcooli determinano in gran parte, insieme agli alcooli, la morbidezza di un vino, la sensazione di vellutato, di morbido appunto. Si riconoscono per una specie di sensazione di dolce che essi danno ma è una sensazione del tutto diversa da quella che danno gli zuccheri, qui si tratta di un dolce che sparisce subito ma che lascia una certa morbidezza al palato.

Acidi

Si utilizzano diversi termini per descrivere il contenuto di acidi in un vino. Sarà facile che un vino bianco piuttosto giovane presenti caratteristiche di spiccata freschezza determinate da un discreto livello di acidi. Come sensazione provoca salivazione, un po' come quando si tenta di assaggiare del limone spremuto senza zucchero (altra prova che gli zuccheri si oppongono alla durezza).

Tannini

I tannini sono assenti nei vini bianchi. Essi sono i responsabili di gran parte della sensazione di durezza che un vino può esprimere. Si avvertono con una più o meno palese sensazione di ruvidità sulla lingua al passaggio del vino. Più un vino è freddo più risulta tannico, più esso è caldo, più questa caratteristica di durezza si attenua. I tannini sono anche fra i maggiori responsabili di una lunga e buona conservazione di un vino.

Sali minerali

Forse uno degli aspetti più complicati da cogliere in un vino. Indicano la presenza di sali minerali all'interno del prodotto assaggiato, e si avvertono per una non semplice da avvertire, sensazione di sapidità.

Equilibrio

Un vino si dice equilibrato al gusto quando le componenti di durezza e di morbidezza sono perfettamente bilanciate senza propendere più da una parte che dall'altra. Un vino abbastanza equilibrato o poco equilibrato propenderà invece per una eccessiva durezza o per una eccessiva morbidezza.

Struttura generale o corpo del vino

Si riferisce alla sensazione che il vino da al palato, cerca di descrivere quanto un vino riempia e appaghi il palato spesso in relazione anche al grado alcolico.

Armonia

Il giudizio sull'armonia si ottiene bilanciando i giudizi provenienti dai tre esami (visivo, olfattivo, gustativo), se le varie caratteristiche si combinano e si rispecchiano l'una nell'altra giustificandosi vicendevolmente, si avrà un vino armonico, altrimenti si avrà un vino abbastanza o poco armonico. Se per es. un vino risultato granato con riflessi aranciati o addirittura aranciato all'esame visivo, presenti poi un'eccessiva durezza all'esame gustativo rivelando per es. eccessivi tannini, non si potrà giudicare il vino come armonico, poiché il colore lascia in tal caso propendere per un vino ormai maturo in cui i tannini dovrebbero essersi del tutto depositati.

Stato evolutivo

Lo stato evolutivo del vino indica a che punto della sua vita un vino sia arrivato. Immaginiamo che esso compia una curva...da giovane diverrà pronto per maturare ancora ed arrivare a vecchiaia. Ora, un vino si dice pronto quando è già ad un discreto stato evolutivo ma può ancora migliorare, si dice invece maturo un vino che abbia raggiunto l'apice della sua curva, da qui in poi esso potrà solamente peggiorare.
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