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Vini
CANTINE CONSIGLIATE
VINO ITALIANO E PRODOTTI TIPICI
ITALIAN WINE AND TIPICAL PRODUCTS MADE IN ITALY

Il vino italiano piace e consolida le sue performance sui mercati internazionali. E' inutile negarlo la nostra produzione negli ultimi anni ha cambiato pelle, a partire dalle cantine, piccole o grandi, private o cooperative, che sono passate da semplici centri di ammasso e lavorazione a strutture da visitare, da apprezzare per la loro cura, bellezza e suggestione. Tanto che dal 2003 il vino e' diventato la prima voce del'export agroalimentare italiano: su ogni 100 euro di prodotti esportati 20 vengono dai nostri vigneti.

VINI BRUNETTI - CANTINE CONSIGLIATE

GAJA

La prima grande forza di Angelo Gaja (lui non lo sa) è sì quella di essere un grande imprenditore del vino, ma di sentirsi ancora profondamente vignaiolo, curioso, interessato, sempre a contatto della vigna e della cantina per capirne tutti gli umori. La seconda grande forza (e sa anche questo) è la presenza in azienda di Guido Rivella, enologo maximo, fedele scudiero, “stregone” e artefice appassionato del successo della cantina. La terza grande forza (e forse lui lo sa) è la più importante e lega le altre. È sua moglie Lucia, sconosciuta ai più, ma donna e mamma di formidabile fermezza, energia vitale di tutte le fortune dell’azienda e conciliante presenza a fianco del marito.

Suggeriamo:
  • Langhe Nebbiolo Sorì Tildìn 2003 (rosso)
  • Langhe Nebbiolo Costa Russi 2003 (rosso)
  • Barbaresco 2003 (rosso)
  • Langhe Darmagi 2003 (rosso)
  • Langhe Nebbiolo Sorì San Lorenzo 2003 (rosso)


  • BELLAVISTA FRANCIACORTA

    La collaborazione di Vittorio Moretti e Mattia Vezzosa ha prodotto anche quest’anno (2007) un vino da far “tremare” molte bollicine di Francia. Ebbene si è valutato il Franciacorta Grand Cuvèe in quella che forse è la migliore versione di sempre, la 2002. È un vino di quelli che non dimenticano , di quelli che danno lustro e onore alla spumantistica italiana; un’armoniosa fusione di clima, terreno, sapiente lavorazione delle uve, carattere varietale di Pinot Nero e Chardonnay e voilà, un Franciacorta che lascia il segno. Livello come solito straordinario per tutta la linea produttiva.

    Suggeriamo:
  • Franciacorta Gran Cuvée Brut 2002 (bianco)
  • Franciacorta Gran Cuvée Satèn (bianco)
  • Franciacorta Gran Cuvée Rosé (rosé)
  • Franciacorta Cuvée Brut (bianco)


  • CA’ DEL BOSCO

    Come produrre ogni anno un milione e cinquecentomila bottiglie di classe assoluta, imponendosi come azienda leader nel mercato vinicolo globale? Questa è Ca’ del Bosco: la “corazzata” condotta da Maurizio Zanella non perde un colpo e schiera quest’anno (2007), come sempre, una gamma di altissimo profilo. Promette grande longevità, l’Annamaria Clementi, un arcobaleno di profumi e sapori che sembrano raccontarci la vera essenza della Franciacorta. E il Satèn, più disinvolto nella beva, ma di grande sensualità. da seguire con attenzione la matricola Brut 2002, che ha nella vigorosa struttura il suo punto di forza. Mancano all’appello Il Terre di Franciacorta Chardonnay 2004, il Pineréro e il Maurizio Zanella 2003 che varrà valutato il prossimo anno (2008).

    Suggeriamo:
  • Franciacorta Annamaria Clementi 1999 (bianco)
  • Franciacorta Satèn 2001 (bianco)
  • Franciacorta Rosé 2002 (rosé)
  • Franciacorta Brut 2002 (bianco)
  • Franciacorta Dosage Zero 2002 (bianco)
  • Franciacorta Brut (bianco)


  • FERRARI

    Ecco la miriade di riflessi che illuminano il Trento D.O.C.; sono perle di cerimonia e ce n’è per tutti! Siamo di fronte alla prova provata che è possibile coniugare produzioni di portata stellare con standard da primo della classe, e una fetta consistente finisce nei canali del mercato estero. Certo che i cento anni e più hanno il loro peso in termini di esperienza, e la capacità manageriale non manca: il risultato è un marchio universalmente riconosciuto come la bollicina Metodo Classico di qualità.

    Suggeriamo:
  • Trento Giulio Ferrari Riserva del Fondatore 1997 (bianco)
  • Trento Perle Rosé 2002 (rosé)
  • Trento Brut (bianco)
  • Trento Maximum Brut (bianco)


  • ANTINORI

    Quando la Toscana e l’Italia del vino, e non solo del vino, debbano ai marchesi Antinori è di difficile, se non impossibile, quantificazione. Perché questa famiglia ha saputo produrre grandi etichette ed ha saputo imporle in tutto il mondo, rendendoci orgogliosi delle sue imprese ed aprendo la strada a tanti altri. Il tutto sempre in modo innovativo, spesso osando e rischiando. Tra gli ultimi progetti, splendido quello della nuova cantina del Bargino, nel Chianti Classico, come un’enorme palpebra che incide i vigneti e racchiude tutto nella pancia della collina; grande esempio di creatività e rispetto del paesaggio. Torna in guida la terna dei supertuscan Solaia, Tignanello e Guado del Tasso, superando bene la non facile annata 2003.

    Suggeriamo:
  • Brunello di Montalcino Pian delle Vigne (rosso)
  • Solaia 2003 (rosso)
  • Tignanello 2003 (rosso)
  • Bolgheri Superiore Guado al Tasso 2003 – Cabernet (rosso)


  • BIONDI SANTI

    La famiglia Biondi Santi, creatrice del Brunello, è ormai un mito nella storia di Montalcino. La storica Tenuta il Greppo, dove è stato prodotto il primo Brunello, si estende a pochi chilometri a sud di Montalcino con poco più di venti ettari di vigneti orientati ad est sud-est a 400-500 metri di altitudine; vi si continua a produrre una versione molto tradizionale di Brunello che manifesta notevole luminosità e perfetto rapporto tra sensazioni fruttate e speziate. Dall’ottima vendemmia 2001 è stata prodotta anche la Riserva, che attendiamo per il prossimo anno (2008).

    Suggeriamo:
  • Brunello di Montalcino 2001 (rosso)
  • Brunello di Montalcino Riserva 1999 Villa Poggio Salvi (rosso)


  • TENUTA DELL’ORNELLAIA

    Lo spauracchio del millesimo 2003 non riguarda casa Ornellaia. Il team della tenuta ha lavorato ad arte in un’annata davvero difficile, raggiungendo un’ottima maturazione fenolica. Svincolata dalle rigide regole agronomiche che vogliono in annate calde un sostanzioso apporto di acqua attraverso l’irrigazione, in azienda si è giocato duplicemente con attente potature e naturale nutrizione dell’apparato radicale, così da contenere al minimo lo stress idrico. i risultati sono tangibili nell’Ornellaia 2003, che gode di un invidiabile equilibrio tra maturazione zuccherina e fenolica. di grande impatto, ma meno complesso rispetto al solito, il celebre Masseto, che pur provenendo esclusivamente dalle uve del nucleo centrale del vigneto (quello delle argille più pure) stenta a fregiarsi del massimo riconoscimento.

    Suggeriamo:
  • Bolgheri Superiore Ornellaia 2003 (rosso)
  • Masseto 2003 (rosso)


  • TENUTA SAN GUIDO

    Il marchese Mario Incisa della Rocchetta, grande sostenitore dell’uva “Francesca”, gettò, a fine anni ’60, le basi per un nuovo corso enologico italiano. Oggi Bolgheri non è più solo forza rivoluzionaria che si mostra nel bicchiere, ma anche espressione di vini dalla fattura intelligente. L’avanguardismo del marchese consisteva nell’esaltare un territorio sconosciuto alla grande enologia, nel conciliare i caratteri d’oltralpe a tratti marini propri della costa toscana, nel creare un modello. Da allora in poi, lo stile Sassicaia è stato infinitamente copiato, a volte ben imitato, troppo spesso mal interpretato. Gustiamoci l’originale del torrido millesimo 2003, un ennesimo capolavoro del grande Maestro Giacomo Tachis.

    Suggeriamo:
  • Bolgheri Sassicaia Sassicaia 2003 (rosso)
  • Guidalberto 2004 (rosso)


  • GIUSEPPE QUINTARELLI

    Nel 2005 la scheda di Quintarelli si chiudeva preannunciando i fuochi d’artificio che sarebbero giunti con l’Amarone ’97, la Riserva ’95 e l’Alzero ’97. Ancora un volta Bepi ci ha spiazzati, facendo si che la nostra attenzione si concentrasse sul solo, si fa per dire, Amarone ’97, necessitando gli altri di un’ulteriore processo di affinamento, ritenuto indispensabile dalla sensibilità del vigneron. Ancora un volta un vino incredibile e unico e, ancora una volta, conquista di slancio i Tre Bicchieri. Leggerezza e velluto condotti all’unisono, espressione di un tratto inconfondibile che staglia l’uomo ben oltre il terroir, foss’anche il più grande. Una lezione mirabile sull’appassimento e una puntigliosa affermazione di quella storia millenaria che scandisce le ore della Valpolicella. Rosso rubino ciliegia con sfumature granata allo sguardo, si apre lento, quasi in religioso silenzio, dipanandosi in ricche espressioni di frutta, fiori, spezie, ed erbe aromatiche, che si rincorrono in un susseguirsi di sfumature. La marasca, la prugna e la mora si mescolano con raffinati sentori di cognac e rum. Un vino impedibile, grande tra i grandi del mondo.

    Suggeriamo:
  • Amarone della Valpolicella Cl. ’97 (rosso)
  • Alzero Cabernet Franc ’90 (bianco)
  • Rosso del Bepi ’96 (bianco)
  • Valpolicella Cl. Sup. Monte Cà Paletta ’97 (bianco)


  • VINO ITALIANO - ITALIAN WINE Brunetti Paolo & C s.n.c. Via Marconi, 31 Piubega (MANTOVA) p.iva: 01692500208